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Patologia emorroidaria

Le emorroidi sono dei cuscinetti artero-venosi presenti a livello del canale anale con la funzione di completare la continenza ai liquidi e ai gas.
La patologia delle emorroidi è, secondo una teoria, legata all’aumento di volume dei cuscinetti venosi (interni ed esterni) dovuta alla stitichezza, all’aumento della pressione venosa, agli stress e favorita da un cedimento della parete vascolare.
Un’altra più recente teoria attribuisce la comparsa della malattia emorroidaria ad uno scivolamento verso il basso della mucosa rettale, per rottura dei legamenti che la fissano alla sottomucosa con conseguente spinta verso il basso delle emorroidi interne ed esterne.
In base alle sedi e dimensioni del cedimento la patologia viene suddivisa in 4 gradi:
Dal 1° grado, che consiste nell’abbassamento della mucosa interna e che può dare sanguinamento, al 4° grado con una fuoriuscita permanente della mucosa prolassata.

La patologia emorroidaria interessa il 30% della popolazione adulta con un incremento con l’avanzata dell’età.

La sintomatologia varia dal sanguinamento usualmente al momento della defecazione, al prolasso intermittente o permanente, al dolore, senso di peso, perdita di muco.

Le terapie attuali variano a seconda del grado della patologia, dalla terapia medica e comportamentale, alla legatura elastica, alla scleroterapia.
La terapia chirurgica à riservata alla patologia di 2° grado sanguinante e al 3° e 4° grado.

Gli interventi sono:

  • emorroidectomia sec Milligan – Morgan
  • legatura delle arterie emorroidarie THD
  • mucoprolassectomia sec Longo

Ogni metodica ha una sua precisa indicazione che viene proposta ma comunque decisa al tavolo operatorio. Quando l’effetto anestetico locale o generale, rilascia la muscolatura ed evidenzia chiaramente la patologia.
Al giorno d’oggi il recupero dopo l’intervento è veloce e non doloroso specie per le due più recenti metodiche (THD e Longo).